100 parole per...

la scienza

Versione ultima

Definizione

Nel diritto, la legge è un atto, ovvero un
complesso di atti (il c.d. diritto positivo), contenente regole
comportamentali di cui si impone l'osservanza nei territori o nelle
aggregazioni sociali (nazionali, politiche o comunque di più individui)
cui è destinata.

Nella matematica e nella logica matematica, una
legge è una asserzione provata a partire da un insieme di ipotesi di
partenza, ed ha valore assoluto nell'ambito di validità delle dette
ipotesi. Più correttamente le "leggi" vengono chiamate teoremi.

Nella fisica, nella chimica e in altre scienze per
le quali è possibile applicare metodi sperimentali rigorosi (come la
ripetizione della misura, inequivoca identificazione delle condizioni
al contorno) la legge è una relazione di tipo matematico che lega due o
più grandezze misurabili; può essere il risultato di un modello teorico
supportato da dati sperimentali, oppure una pura formalizzazione di
regolarità osservate sperimentalmente che acquista valore predittivo
per eventi simili, entro limiti ben definiti.

In probabilità però per legge di una variabile aleatoria si intende una particolare funzione che ne descrive il comportamento.

In altre scienze, come (ad esempio, ma non solo)
nell'economia, nelle scienze sociali, biologiche e mediche, la legge è
più spesso un concetto assertivo generalmente descrittivo di talune
regolarità riscontrabili nel mondo reale, per lo più empiricamente
desunte da rilevazione sperimentale o storica, e che viene ad assumere
un valore predittivo.

In ambito giuridico o sperimentale, la legge è
dunque una formula che abbia raggiunto la necessaria efficacia
espressiva per registrare e/o prevedere andamenti e/o comportamenti,
secondo una sintesi effettuata ex ante nel caso della legge giuridica (poiché la legge precede la sua successiva osservanza), o ex post nel caso della legge empirica (poiché la legge segue la rilevazione
sperimentale di una regolarità). Le leggi puramente matematiche,
d'altra parte, hanno una validità assoluta ed atemporale che mal si
riconduce alla precedente definizione.

Curiosità

In lingua araba è anche uno strumento musicale.

La legge fisica

La legge fisica (o legge della Natura) è
l'espressione e la generalizzazione, formulata in linguaggio
matematico, di una regolarità riscontrata nei fenomeni naturali.

Un'assunzione fondamentale della ricerca
scientifica è che i fenomeni naturali - pur nella apparente
molteplicità delle loro forme - siano caratterizzati da poche leggi
naturali ad essi preesistenti.

In accordo con questa definizione, il lavoro degli
scienziati moderni continua a seguire lo stesso spirito dei filosofi
naturali presocratici (come Talete), alla ricerca dell'immutabile uno dietro l'apparente molteplice.

Il dibattito epistemologico

L'idea di "legge fisica" si può intendere diversamente a seconda che si consideri come un'astrazione oppure come una scoperta.

Nel primo caso si ha a che fare con una astrazione
almeno in parte arbitraria, compiuta dall'osservatore a partire da dati
dell'esperienza sensibile, mediati eventualmente dallo strumento
materiale, dai sensi del corpo e dal sistema cerebrale.

Nel caso si consideri invece la legge una scoperta
(o riscoperta) di un ordine preesistente, l'intelletto umano si
limiterebbe a riconoscerla nella massa dei dati sensibili in seguito
alla scrematura dei fattori di disturbo.

Nel primo caso l'enunciazione di una nuova legge
fisica si configura come una creazione, un parto cioè della mente
umana; nel secondo caso essa è piuttosto la scoperta di una realtà
indipendente dall'uomo.

Il dibattito è simile a quello che ha luogo
riguardo agli oggetti delle scienze matematiche tra i cosiddetti
platonisti, che sostengono la seconda tesi, e i formalisti per i quali
le strutture della matematica, derivando da assiomi convenuti
arbitrariamente, risultano in ultima analisi prodotto della mente umana.

Nelle scienze empiriche il dibattito è complicato
dal fatto che le teorie si fondano su assiomi che sono scelti però con
un grado di arbitrarietà minore rispetto a quelli delle teorie
matematiche, in quanto l'obiettivo di una teoria fisica (i cui teoremi
sono poi le leggi fisiche) è la predizione o, in termini prepopperiani,
la spiegazione del dato sensibile, la cui validità intersoggettiva
viene generalmente accettata.

In epistemologia, lungo e controverso è stato (ed
è tuttora) il dibattito riguardo al valore da attribuire alla
definizione di legge fisica. Il problema, sollevato per la prima volta
da Hertz, verteva principalmente sul tentativo di destrutturare il
dualismo filosofico che vedeva contrapposte due correnti di pensiero:
la prima avallava l'ipotesi secondo la quale le leggi di natura fossero
state poste da un essere supremo all'interno della natura e che,
pertanto, allo scienziato spettava semplicemente adoperarsi a
scoprirle, in virtù di una visione della natura regolata da leggi
semplici la cui comprensione avrebbe garantito una conoscenza completa
ed inglobante di ciò che ci circonda;la seconda,invece,considerava le
leggi fisiche pura invenzione della mente umana.

Quest'ultima posizione fu tuttavia ben presto
abbandonata in quanto non era in grado di fornire una spiegazione
sufficientemente valida e coerente al fatto che le previsioni riguardo
ad un fenomeno scaturite da leggi fisiche trovano una non casuale
corrispondenza nella realtà; ciò pertanto non farebbe altro che
avvalorare la prima suesposta corrente.del resto è indubbio che nel
momento in cui si sottopone ad indagine sperimentale un dato evento si
coglie il modo in cui l'interazione tra determinati fenomeni fa sì che
si venga a verificare quel dato evento,per cui scoprendo le modalità in
cui esso avviene si perviene automaticamente ad una legge che non è
altro che il modello interpretativo derivato da un processo di
filtraggio attuato dalle nostre strutture mentali e pertanto fortemente
condizionato dal nostro modo di osservare e conoscere la realtà il
quale analizza solo quegli aspetti del fenomeno che possono essere
considerati non superflui e quindi tali che,qualora essi non venissero
fatti rientrare al suo interno vi sarebbe una discrepanza tra le
conseguenze delle nostre "immagini mentali" e quelle che effettivamente
si verificano.piuttosto, invece, è il linguaggio matematico ad essere
stato inventato. Tali riflessioni non hanno tuttavia scoraggiato i
sostenitori della seconda tesi.

Lo sviluppo storico del concetto

Dal punto di vista storico, il concetto di legge
della natura si sviluppa a partire dal Seicento, con i primi lavori di
Cartesio (probabilmente vero teorico della nozione), Keplero (che ha
scoperto le tre leggi del movimento planetare) e Galilei (che ha fatto
i primi esperimenti nel senso moderno della parola). Tra questi tre
scienziati ci sono grandi differenze riguardo il loro contributo alla
formazione del concetto di legge della natura, che avrà un ruolo
importante nello sviluppo della scienza moderna.

I concetti di legge divina e legge giuridica sono storicamente anteriori a quello di legge scientifica.

La legge di Murphy

La Legge di Murphy è un insieme di detti popolari
nella cultura occidentale che si può riassumere in: “se qualcosa può
andare storto lo farà”

Il fortunato autore è Arthur Bloch che ha come intento quello di deridere tutte le negatività presenti nella quotidianità.

L'assioma
di Murphy,in ogni caso, riassume intuitivamente un fatto
statistico-matematico e cioè: per quanto sia improbabile che si
verifichi un certo evento considerato possibile, entro un numero
elevato (concettualmente tendente all'infinito) di occasioni questo
finirà per verificarsi sicuramente.

Parole correlate

Errore

esperimento

metodoscientifico

misura

probabilità

teoria

Pagine del wiki

    Ultima modifica: Ven, 30/05/2008 - 10:04 da Alessandro Vinassa


    Gli studenti

     

    Articolo su Nature

    E' stato pubblicato sulla rivista Nature nel numero di settembre l'articolo di Marco Prunotto in cui viene descritto il progetto 100 parole per...

     

    Download [PDF]

    A few words about us

    One hundred students from schools all over Italy took part in 100 Parole per la Scienza… on 17–20 January 2008, on the island of San Servolo in Venice. Workshop organised by Fondazione di Venezia and Fondazione per la Scuola tried to challange 16-18-year-olds to identify 100 words or phrases that they considered to represent crucial...  >

    100 parole per... a Torino

    Torino, 9 maggio - ore 12.30: "100 parole per la scienza. L’aula virtuale da Torino a Venezia a Napoli", incontro proposto nell'ambito della Fiera del Libro. Intervengono: Mariano Beltrame, Piero Bianucci e Edoardo Boncinelli.          Per informazioni: info@100parole.it

    100 parole per.. ad Aosta

    Aosta, 8 maggio 2008: "Una montagna di scienza", giornata di laboratori dimostrativi su tematiche scientifiche gestiti dagli studenti delle scuole della regione. L'iniziativa si svolgerà ad Aosta in Piazza Deffeyes di fronte al Palazzo Regione.         Per informazioni: info@100parole.it

    Materiali del workshop

    A tutti i partecipanti al progetto, vi informiamo che sono finalmente disponibili e scaricabili i documenti didattici presentati in occasione del workshop di Venezia.

     Buona lettura!

     Vedi tutti 

     


    Non sei ancora registrato?

    Login