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La smorfia napoletana, ovvero il libro dei sogni

 La smorfia napoletana ha origini antiche: secondo alcuni indica la contorsione del viso, ma per la vulgata è una storpiatura del nome “Morfeo”, dio greco del sonno.

E il sonno nella smorfia napoletana c’entra eccome, perché è il sonno che ci porta i sogni e sono i sogni che ci suggeriscono i numeri buoi da giocare al Lotto.

Il gioco del Lotto si è diffuso a Napoli nel XVII secolo e la smorfia napoletana è nata quando questo gioco è giunto in città.

In realtà la smorfia napoletana non è altro che un manuale che permette di trasformare in numeri le cose, gli avvenimenti, le immagini che ci appaiono in sogno.

Proprio per il legame che ha con i sogni, la smorfia napoletana è chiamata anche “libro dei sogni”. E infatti la Smorfia è un libro magistrale, un catalogo interminabile: è composto da più di 37500 termini.

Il libro dei sogni della smorfia napoletana è una cronaca in cui il Tutto che compone l’universo è stato ridotto a 90 numeri: è cioè una sorta di criptografia, di grande specchio del mondo.

In questo mondo a cavallo fra l’onirico e il soprannaturale, il buon numero compare sempre, basta solo saperlo trovare e lo si trova attraverso l’interpretazione che ci fornisce la smorfia napoletana.

Ciò che ci appare in sogno ha una sua interpretazione, le immagini corrispondono a dei numeri e per trovare quali sono  basta sfogliare il libro della Smorfia.

A Napoli sono certi che ogni immagine onirica ha un numero corrispondente e se quel numero non uscirà sarà solo perché non si è stati capaci di interpretare correttamente il sogno, sarà cioè solo colpa nostra, perché la smorfia napoletana  non sbaglia mai.

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